Apro gli occhi, lentamente metto a fuoco l’ambiente circostante. Dove sono? Non è la mia stanza, non è il mio letto. Non è la mia camera, gli oggetti famigliari non ci sono, non vedo i libri che amo, non sento i rumori che sento nelle notti silenziose. La luce filtra dalle serrande socchiuse, ma io abbasso sempre la tapparella. Dove sono?
Un profumo, un odore lo riconosco, sono certa di conoscerlo. È il tuo odore lo so… ne sono consapevole da quel giorno, da quel giorno in cui ti sei appropriato di me, dal giorno in cui hai sconvolto la mia vita, la mia esistenza, la mia mente.
Ruoto la testa: sei tu, mi sei accanto e dormi, dormi profondamente con il respiro regolare. Nella penombra il tuo corpo nudo, coperto per metà dal lenzuolo di seta rossa… che carino ad essersi ricordato che mi piace la sensazione di quel tessuto.
Dopo tutto ciò che fai per avermi, dopo il modo in cui ti appropri di me nonostante la mia resistenza… ora sono qui trasportata da non so cosa
Dormi, sogni magari me, ed io ci sono…. sono la tua schiava. Un bacio leggero sulla spalla temo di svegliarti, in fondo ti meriti un pò di riposo. Sussurri parole incomprensibli . Cosa starai sognando? Vorrei entrare nella tua mente e capire, sapere…. esserci
Ti voglio ancora … mi bagno vergognosamente tra le gambe… mi rendi tua anche senza esserne consapevole.
Uno sguardo alla testata del letto, un bagliore metallico… le manette, quelle manette che solo poche ore prima imprigionavano i miei polsi e mi rendevano ancora più tua. Il solo pensiero mi provoca ancora un certo languore nel ventre… e pensare che la prima volta che mi dicesti che volevi legarmi, avevo pensato che tu fossi un pò matto.
Un occhiata alla sveglia elettronica i led azzurri segnano le 8:47. Meglio che mi alzi e prepari il caffè prima che mi venga voglia di saltarti addosso. Mi siedo sul bordo del letto e indosso di nuovo il perizoma ed il reggiseno a balconcino che portavo ieri sera. Profumano ancora di pulito, del resto non li ho tenuti indosso più di un paio d’ore ieri. Ho ancora le calze, me li hai lasciate indosso ieri. Adori la sensazione al tatto che provi quando passi dalle gambe avvolte nella fitta rete al calore delle mie gambe, in prossimità di un sesso che già pulsante anela il tuo tocco. Mi guardo nello specchio per aggiustare la riga posteriore in modo che sia perfettamente dritta, come tu desideri. Rimetto anche gli stivali, che arrivano all’altezza della coscia, certo quel tacco a spillo non li rende comodi come pantofole, ma almeno non poggerò i piedi direttamente sul freddo marmo. Strana è la sensazione che provo ogni volta che li indosso, man mano che tiro la cerniera su su lungo la gamba sento aumentare la trasgressione. In piedi, mi guardo ancora allo specchio, mi vedo bella, sexy, desiderabile. Questo completino poi mi sta da incanto! Metto su anche la tua camicia, è larga, ma mi piace sentire il tuo odore sulla pelle. Un nodo proprio sopra l’ombelico, un altra occhiata allo specchio, ora sono perfetta. Esco dalla stanza cercando di ridurre al minimo il ticchettio dei tacchi per non svegliarti e mi avvio verso la cucina. Cerco l’occorrente per il caffè, trovo tutto ciò che mi serve, metto sul fuoco la caffettiera ed attendo… La mia mente è ancora leggermente eccitata per le ultime ore. Ripenso alle tue mani sul mio corpo che solleticano maliziosamente i miei punti più sensibili,ripenso agli orgasmi che si confondono e si susseguono in un prolungato supplizio di piacere. Ripenso alle mie parole: “ti prego amore…prendimi….prendimi…fammi tua” e alla sensazione di piacevole pienezza nell’accoglierti tra le mie gambe. Ripenso a noi, ripenso a me, completamente indifesa, tra tue mani che mi accarezzano, mi sfiorano, mi torturano dolcemente, mi sfiniscono.
Ripenso al desiderio di stringerti e all’impossibilità di farlo. Guardo i miei polsi li accarezzo, ho quasi la sensazione di indossare ancora le manette. Li rivedo nella mia mente, ora aperte e penzolanti innocue dalla testiera del letto. Vorrei che per una volta tu fossi al mio posto. Vorrei che desiderassi le mie mani, la mia bocca, il mio corpo…
Un gorgoglio mi risveglia dai miei sogni ad occhi aperti. Il caffè è pronto, poggio le tazzine con tutto l’occorrente su un vassoio e torno in camera da letto. Stai ancora dormendo, poso il vassoio sul comodino, e mi metto a cavalcioni su di te, voglio svegliarti con un bacio. Mi piego in avanti per avvicinarmi al tuo viso e con la coda dell’occhio vedo il tuo polso destro praticamente dentro l’arco formato dalle manette aperte. E’ la mia occasione, Muovo piano la mano, verso il tuo polso, se ti svegliassi ora, sarei io a finire ammanettata, e lentamente chiudo la serratura. Ti guardo per capire la tua reazione. Che espressione angelica ha il mio cucciolo, dorme ancora beato, ancora non sà cosa lo aspetta…
Comincio a accarezzarti sul petto, ti bacio dolcemente sfiorandoti le labbra. Cominci a svegliarti, ma sei ancora nel limbo che separa il sogno dalla realtà, non hai ancora realizzato quello che stò facendo. Afferrò con dolcezza il tuo braccio sinistro e lo avvicino al secondo paio di manette. Uno scatto ed anche il polso destro è saldamente prigioniero. Finalmente mio, completamente mio. Ho la sensazione di sentire il potere entrare nelle mie vene diffondersi nel mio corpo. E’ una sensazione esaltante. Sarò io stavolta la tua dolce torturatrice e sari tu ad implorarmi per avermi.
Lo abbiamo fatto tutte almeno una volta nella vita, tutte abbiamo giocato a negarci al nostro corteggiatore per farci desiderare. Noi donne siamo maestre in questo, ma dare a questo gioco una componente sessuale aumenta in maniera esponenziale il piacere provato.
Ormai sei quasi completamente sveglio, ma ancora non hai ancora preso coscienza di cosa è accaduto.
Un bacio più deciso, la mia lingua che cerca la tua, poi mi allontano all’improvviso e tu cerchi di seguirmi ma…
CHE SIGNIFICA?… COSA STAI COMBINANDO?
MAH…TI SEMBRA IL CASO DI TRATTARE COSI’ COLEI CHE HA IL PIENO CONTROLLO SU DI TE?
HAI RAGIONE… BUONGIORNO MIA PICCOLA STREGHETTA PERVERSA… VA MEGLIO COSI’?
NON DIREI PROPRIO… OGGI SARO’ LA TUA PERVERSA SIGNORA… CHE NE DICI?
UHM… NON SO’… MA SE E’ QUESTO CHE DESIDERA LA MIA SIGNORA!!!
“DESIDERA… MI DAI ANCHE DEL LEI? MI PIACE… TE LO CONCEDO… “
GRAZIE SIGNORA… ADESSO PERO’ LIBERAMI!!!
“NON CREDO DI AVER CAPITO… MA NON MI SEMBRAVA IL TONO GIUSTO PER RIVOLGERTI ALLA TUA SIGNORA!”
“HA RAGIONE O MIA SIGNORA…. MA LE SAREI GRATO SE VOLESSE LIBERARMI… DESIDERO BACIARLA!!”
“QUANTE LIBERTA’ … TI CONCEDO IL TUO ANELATO BACIO…”
Mi avvicino per sfiorati appena le labbra
“…MA QUANTO A LIBERARTI…. NON CI PENSO NEMMENO… SEI MIO PRIGIONIERO E CI RIMARRARI ANCORA PER U PO’ “
Una strana luce nei miei occhi ti fa intuire le mie intenzioni. La tua espressione è ora tra il complice ed il divertito
“NON FARE QUELLA FACCIA… HAI GIA’ DIMENTICAO IERI SERA?”
“HO CAPITO… VUOI VENDICARTI?”
Stringo il tuo capezzolo tra le unghia. Una leggera smorfia sul tuo viso, una mia occhiata maliziosa…il sopracciglio che si inarca.
“NONO CREDO DI AVER CAPITO BENE…”
“DIMENTICAVO…. ALLORA MIA SIGNORA LEI VUOILE VENDICARSI?
“NON PARLEREI DI VENDETTA… LA CHIAMEREI PIUTTOSTO UNA RICOMPENSA PER IL PIACERE CHE MI REGALI… MA STAI SICURO CHE ANCHE TU ALLA FINE PREGHERAI PER AVERMI”
Le miie labbra sulle tue ti impediscono di proferire parola.
Mi allontano di nuovo, e di nuovo cerchi di seguirmi, si vede che non sei pratico del ruolo che di solito mi appartiene.
Ti sussurro ad un orecchio:
“VOGLIO FARTI UN REGALO…”
Mi alzo dal letto e premo il tasto play dello stereo, traccia 3, è la colonna sonora di nove settimane e mezzo. Forse un tantino banale, ma sicuramente efficace.
Ero stata io a regalarti quel disco promettendoti che sarei stata la tua Kim Basinger. L’imbarazzo finora mi aveva frenata, ma oggi è diverso, oggi mi sento un’altra donna, più trasgressiva, più sexy, più sicura di me. In fondo sono io ora a dirigere il gioco
Il suono del sax si diffonde nell’atmosfera ma io sono già dietro il separè che adorna l’angolo della stanza. Un sottile raggio di luce ti mostra la siluette del mio corpo coperto da quel sottile velo di stoffa.
Quante volte avevo immaginato questa scena. Mi tremano un pò le gambe, ma inizio lo stesso il mio piccolo show. I miei sono movimenti lenti, studiati, sensuali. Nei tuoi occhi un misto di incredulità ed eccitazione.
Voglio giocarmela al meglio e quindi decido di fare un vero e proprio streep tease.
Mi slego i capelli, ricadono sulla mia schiena e davanti al volto, ciondolo un po’ la testa mentre con le mani mi afferro i seni e li stringo. I capezzoli turgidi spingono contro il tessuto nero. Mi giro mostrandoti la schiena, perfetta. Mi chino mettendo in risalto le mie due natiche, tonde e sode. Mi rigiro verso di te, con le mani che coprono i seni e lentamente le discosto. I capezzoli svettano impertinenti al centro delle aureole invitanti. Continuo un po’ a stuzzicarli e poi lascio ricadere le mani mettendo in mostra il mio seno che tanto desideri.
Indosso ormai il solo perizoma, le calze e gli stivali e tu non hai ancora detto una parola sembri quasi ipnotizzato dai miei movimenti sinuosi. Il mio sguardo corre al tuo inguine, per vedere se c’ è qualche reazione, subito mi accorgo che sotto le lenzuola si sta formando un invitante protuberanza. Inizio a rilassarmi anche io.
Ritorno sul letto per il gran finale. In ginocchio su di te, le gambe leggermente divaricate col mio corpo che svetta davanti i tuoi occhi.
Infilo la mano dentro il perizoma fino a toccarmi il clitoride. Inizio ad accarezzarmi davanti ai tuoi occhi, accompagnando la mano con movimenti regolari del bacino, due dita che stringono il clitoride. Godo davanti a te… leggendo nei tuoi occhi il desiderio di baciare quel sesso pulsante. Lentamente una vampata di calore risale il mio corpo, il mio respiro diventa sempre più ansimante, sento la mano che inizia a bagnarsi dei miei umori. Il liquido vaginale mi cola, caldo, tra le gambe, bagnando il tuo petto, il tuo collo, il tuo viso. L’odore del sesso, della mia piccola perversione impregna la stanza, stordendo sensualmente entrambi. Mi alzo in piedi sempre davanti al tuo viso. Dal basso tu puoi ammirare il mio corpo. Non credo tu mi abbia mai visto da questa angolazione!!
Sfilo anche il perizoma ormai umido del mio desiderio e te lo lancio sul viso. Voglio che il mio odore sia per te un messaggio subliminale, voglio che ti rapisca la mente, voglio che ti costringa a pensarmi…a desiderarmi.
Appoggio le mani al muro e mi diverto un pò a stuzzicarti strusciando il tacco sul tuo corpo nudo. Ho sempre desiderato farlo ed adesso che ne ho l’occasione non intendo lasciarmela scappare. Sei sempre più incredulo
“VOGLIO PROPRIO VEDERE FIN DOVE VUOI ARRIVARE”
Il mio tacco sul tuo capezzolo. Premo un pò più forte.
“AHI!!! … COSI’ MI FAI MALE!”
Un mio sorrisino malizioso
“… NON VUOI PROPRIO CAPIRE COME DEVI RIVOLGERTI ALLA TUA SIGNORA!!!”
“AH SI E’ VERO… LE PIACE QUESTO GIOCO O MIA SIGNORA?”
“SI LO TROVO ECCITANTE… MA ADESSO BASTA CON QUESTI FUTILI DISCORSI”
Piego le ginocchia, il mio sesso lambisce già le tue labbra e tu non ti lasci pregare nel tuffarti in quel nido umido che si dischiude alla tua lingua. La sento dentro di me, penetrarmi, accarezzarmi, prendere possesso della mia intimità. Le tue labbra che mi sfiorano, che mi cercano, che succhiano ed accarezzano il mio clitoride pulsante. Ad ogni tocco percepisco nettamente le onde del piacere salire dal mio ventre verso il mio cervello.
Devo reagire, sei sempre legato, ma rischio comunque di perdere il controllo di me stessa.
Scivolo sul tuo petto, strofinandoti addosso la mia eccitazione. I miei seni ti sfiorano, rimangono lì fermi ed invitanti ad un centimetro dalla tua bocca. Mi avvicino per farteli baciare, mordicchiare, assaporare. Giochi col mio capezzolo, mentre io mi ritraggo. Provi a raggiungermi, le manette ti bloccano, la tua bocca mi cerca, il tuo desiderio cresce ancora.
Non hai mai desiderato tanto un bacio, un contatto, la carezza del mio corpo
Bacio le tue labbra, il tuo petto, il tuo addome. Sei pregno del mio odore, del mio piacere, del mio desiderio. Ti sento ancora più mio, anche la mia eccitazione ormai è incontenibile.
Scendo ancora più giù. Ti sfilo i boxer usando soltanto la bocca. Le mie labbra sfiorano il tuo sesso, gli si avvolgono intorno, lo accarezzano, lo baciano, se ne impadroniscono. Sento la tua eccitazione, sento il tuo odore, sento il tuo respiro che diventa affannoso. Percepisco ogni piccolo segnale del tuo crescente piacere, e ne approfitto per spingerti sull’orlo dell’orgasmo senza mai lasciartelo assaporare.
Sento uno strano senso di potere… una sensazione nuova che mi inebria la mente… ora sò davvero cosa provi quando sono io ad essere in tuo potere
Smetto quando ancora stai ansimando. Sono sopra di te, i nostri corpi si sfiorano, si fondono si appartengono. Ti sento pulsare su di me, ma rallento per poi ricominciare.
E’ la mia dolce tortura. Non ti avevo mai sentito ansimare in quel modo. I tuoi occhi mi desiderano, la tua bocca mi desidera, ogni parte di te mi desidera ardentemente.
Mi siedo su di te, sul tuo sesso che mi riempe, che pulsa nel mio ventre. Inizio a muovere ad ondeggiare sensualmente il mio bacino. Ad ogni affondo perdo una parte della mia razionalità. Modulo il ritmo sul tuo ansimare credo tu sia al limite e cerco di tenerti sull’orlo del piacere. La mia voce:
“DIMMI CHE SEI MIO, DIMMI CHE SONO LA TUA SIGNORA…. DIMMI CHE SOLO IO TI FACCIO IMPAZZIRE COSI’…DIMMELO…..DIMMELO!!”
Un tuo sorriso malizioso mi conferma che lo pensi, ma non vuoi darmi il piacere di sentitelo dire.
Ormai però mi sono spinta troppo oltre, l’eccitazione ha ormai preso possesso della mia mente. Non sono più io a condurre il gioco, ma il desiderio che mi guida nella dolce sensazione di perdermi in te.
Giocare ad essere la tua Signora è stato eccitante, travolgente, entusiasmante ma ora, solo ora mi rendo conto che io sarò per sempre la tua schiava. Capisco che non sono le manette che mi rendono tua, ma la dorata ragnatela che hai costruito per imprigionare la mia mente.
Mi sento cadere perdutamente nel vuoto dell’orgasmo, senza più riferimenti se non te. Ansimo, godo, urlo di piacere. I miei gemiti si confondono ai tuoi e poi insieme verso l’oblio…
Sei libero adesso, le tue braccia mi stringono in un tenero abbraccio. Lentamente il nostro respiro torna normale. La tua voce mi sussurra all’orecchio:
“NON L’HO MAI DESIDERETA O MIA SIGNORA!!!”
Mi appoggio col viso nel tuo petto sempre più convinta di appartenerti fin dentro l’anima.
Chiudo gli occhi, soddisfatta. Sono felice.

















IL COMPLETINO E’ DELIZIOSO TESORO…









